Questo è il primo anno telematico di «Splatter».

Il che significa aver guadato, dopo vent’anni di silenzio, un fiume elettronico immenso dal febbraio 2013, e parlato, raccolto confronti e sogni, ricordi stranissimi quanto emozionanti su una rivista che non possiamo più evitare di considerare l’ultima onda trend importante dell’editoria a fumetti d’Italia dopo i fasti di giganti come «Linus», «Il Corriere dei Piccoli», «Il Male», «Totem» per quanto riguarda il fumetto d’autore e alternativo.

La casa editrice ESH è una realtà neonata per l’occasione ma che è costretta a crescere in fretta, soprattutto raccogliendo l’onda dei lettori e la insaziabile sete di horror che, nel nostro Paese, non sembra placarsi mai.

Per chi si fosse messo online solo ora, e non ha avuto modo di sfogliare le pagine del nuovo «Splatter» (splendidamente stampato e allestito dalla tipografia A4 di Chivasso – TO), cogliamo l’occasione per ricordare gli autori che si sono offerti di lavorare a costi ridotti ma in nome della resurrezione. In ordine sparso, Adriano Barone, Fabio Babich, Onofrio Catacchio, Alessandro Di Virgilio, Alessandro Baggi, Alessandro Bilotta, Sergio Ponchione, Chiara Di Francia, Alessandro Ruggieri, Alessandro Baggi, Alex Crippa, Paolo Bertolotti, Valerio Giangiordano, Riccardo Latina, Andrea Cavaletto, Yoshiko Watanabe, Bruno Cannucciari, Cristiano Crescenzi, Stefano Fantelli, Luigi Siniscalchi, Simone Ragazzoni, Spugna, Davide Aicardi, Simon Panella, Emanuele Boccanfuso, Officina Infernale, Davide Rigamonti, Francesco de Stena, Francesco Biagini, Sergio Algozzino, Francesco Artibani e il terribile Roberto Ricci che rende immensi i nostri incubi di sangue con le sue copertine straordinarie.

Ma gli autori al lavoro sono molti di più (non dimentichiamo i redattori: Stefano Di Marino, Edoardo Rosati, Francesco Ceccamea, Corrado Artale, Eduardo Vitolo, Andrea Guglielmino) e contribuiscono col loro talento e il loro amore per l’horror e per «Splatter» da ex lettori e oggi professionisti per l’Italia e per il mondo, a rendere questa rinascita qualcosa di diverso rispetto al passato. Oggi «Splatter» è meno reazionaria, nell’intento di creare un recipiente di storie e sangue più adeguate al racconto moderno, fatto di linguaggio lento, soppesato, appesantito di tinte dark e nichiliste, oppure dopato di trame stoopide à-la The Snatch, in una inedita (per «Splatter») geografia di stili.

In un anno, quindi, abbiamo rilasciato decine di interviste, dissepolto una rivista, ripensata e preservata per darle un senso di continuità, messo in lavorazione una caverna di storie nuove, acceso e portato in libreria un libro antologico Rizzoli Lizard extralusso (tra il 2°, il 4° e il 12° posto in classifica Amazon tra i libri horror e 1° delle novità più interessanti durante la prima settimana di uscita), scavalcando il muro dell’omertà delle librerie a sfavore del genere horror italiano.

Alla fiera di Lucca C&G 2013 abbiamo raccolto l’entusiasmo e l’assalto del pubblico che, a nove mesi dal varo web di «Splatter» ancora non sapeva nulla della ESH, assieme al saluto di tutti i grandi autori del fumetto d’Italia, come Igort, Brindisi, Alfredo Castelli, Luca Raffaelli e cento altri tra cui Tony Sandoval e Tanino Liberatore che ci hanno promesso una storia, senza dimenticare l’emozione di Renato Florindi, oggi illustratore di «Splatter», che a Lucca sudava e tremava di gioia nell’unirsi alla festa (o meglio, alla reunion dei Genesis, come qualcuno ha scritto nel web). Un po’ in ritardo ringraziamo la Sergio Bonelli Editore che ci ospita e segnala puntualmente sulle pagine dei loro must (Dylan Dog, Almanacco della Paura, Tex) tutto quel che facciamo ormai da anni e tutti i collaboratori in generale che sopportano i processi lenti di un marchio giovane come il nostro (Paolo Di Orazio, Paolo Altibrandi, Susanna Martini, Gianluca Manzo gestiscono ormai cento persone, dalla scrittura alla stampa al merchandise alla comunicazione network, alla distribuzione per le fumetterie e le edicole, grazie anche al nostro umorista post-weird Gianmarco Fumasoli).

«Splatter», in questo 2014, festeggia tre compleanni importanti.

25 anni di storia editoriale.

1 anno di web.

1 anno di rinascita.

L’horror nelle sue pagine non sarà forse mai lo stesso per cui abbiamo meritato tra il 1989 e il 1991 un’orda di ammiratori e discepoli della sana lettura a fumetti horror. Le ragioni sono diverse, e quelle ovvie non le scriveremo: l’horror mondiale è cresciuto, noi lettori e autori siamo cresciuti. Magari si sono attenuati alcuni registri narrativi, appesantiti altri messaggi, e il sangue si è incupito di quell’umanesimo rinascimentale – con cui Clive Barker ci ha schiaffeggiati nei Libri di Sangue – specchio di un senso di crisi reattiva figlia dei nostri tempi in cui nulla è definito e un futuro che non sembra brillare più in ogni direzione.

Molti lettori sono rimasti delusi da uno «Splatter» n.1 “fiacco”, “diverso”, “sotto tono”.

Al contrario, ci avrebbero accusati di essere uguali a “Crossed” o “Walking Dead” chissà.

In realtà «Splatter» rispecchia l’assetto ampio che la testata intende coprire e scoprire nella sua strada autonoma e indipendente dalle tagliole del mercato e della distribuzione, attraversando sempre le stanze del dolore, della storia eclatante, folle o allegorica che sia. Di certo, l’inserimento del sovrannaturale spiazza i puristi dello splatterpunk, ma non c’è da sottovalutare l’ambizione della ESH di far conoscere lo «Splatter» vecchio e nuovo a un pubblico mondiale attraverso il download delle storie tradotte.

Noi siamo sicuri che, tra qualche numero, chi è rimasto insoddisfatto della partenza “tiepida”, tornerà indietro e apprezzerà le prime pagine di un cult che non poteva e non doveva imitare se stesso.

 Naturalmente non si è detto tutto.

Il massacro è appena cominciato.